Una metodologia terapeutica scientificamente validata


Finora nessun studio scientifico, infatti, ha valutato la specifica efficacia dell’agricura®. Da almeno un trentennio, si sono sviluppati in numerose Università ed Enti di ricerca, studi, analisi e sperimentazioni a livello internazionale sui risultati dell’immersione nella natura, introducendo nuovi concetti e pratiche (Naturalness, Restorativeness, Garden therapy, Urban farming, Farm-based interventions). Con questi approcci si è intervenuti sui disturbi dell’umore, sul potenziamento dell’autostima, ma solo in parte sul sentimento di inclusionesociale e di empowerment.
In Italia non esiste un percorso di formazione a livello universitario in Horticultural Therapy presupposto che l’American Horticultural Therapy Association ritiene indispensabile per la pratica delle attività. La capacità rigenerativa della natura varia con la tipologia di area verde e in relazione al natura delle attività. Il giardino può offrire ai terapisti efficaci strumenti di lavoro su due versanti:
1) quello della Therapeutic Horticulture (Healing Gardens, Community Gardens, Ortoterapia, Giardini Curativi) che permette di ottenere benefici contemporaneamente in più ambiti: cognitivo, fisico, psicologico e sociale;
2) quello della Horticultural Therapy (Terapia Orticolturale) dove le attività orticolturali sono
effettuate con il supporto di uno psicoterapeuta.
L’agricura® appartiene a questo secondo indirizzo.
L’agricura, pratica terapeutica e abilitativa outdoor, si pone nella scia dell’attuale ricerca evidence-based dell’Horticultural Therapy e dell’ecopsycology, all’interno di una rete italiana di imprese sociali che applicano la stessa metodologia, nella cura della malattia e del disagio mentale e nell’abilitazione di persone portatrici di handicap particolarmente nello spettro autistico.
Il punto di arrivo è lo sviluppo della capability (A. Sen) di ogni persona in cura, cioè la promozione di una reale libertà, che consiste nel raggiungere il maggior livello possibile divita indipendente e della migliore livello di qualità di vita, compensando deficit strutturali personali, sociali e ambientali. L’agricura, attraverso le sue ventisei variabili, assume la relazione ecologica come nucleo centrale della salute mentale. Il contatto fisico-emozionale del paziente con l’ecosistema della coltivazione agricola focalizza l’uso della metafora nella pratica terapeutica. La metafora è il presupposto metodologico delle variabili dell’agricura.
L’ipotesi dell’isomorfismo mente/natura trova interessanti conferme nelle nuove scoperte della neuroscienze e della botanica (S. Mancuso, U Castiello, P. Wohlleben, D.V. Cauwelaert). La metafora è un atto linguistico, strategia cognitiva per comprendere un dominio nei termini di un altro, per stabilire corrispondenze epistemologiche tra entità. L’efficacia deve essere cioè basata sull’evidenza (evidence
based). I dati di efficacia dell’agricura poggiano sulla dimostrazione, attraverso criteristatistici, con una valutazione Pre-Post, della migliore e maggiore performatività empiricamente dimostrata rispetto ad altre forme di psicoterapia e, in particolare, altrattamento TAU (Treatment As Usual). Per la validazione è necessario costituire campioni randomizzati.
Le sperimentazioni sono condotte utilizzando il manuale operativo. Ogni sessione di agricura è concepita come un atelier paziente-terapeuta-agricoltore.
Scelto l’obiettivo terapeutico, secondo il PEI di riferimento, la metodologia clinico-educativa indica le concrete attività agricole, secondo le ventisei variabili del programma, nel mese in corso e nell’azienda agricola dove si svolge la sessione di agricura.
Obiettivo di questo lavoro è cercare di rendere strutturata l’esperienza clinica per realizzare interventi documentati sui dati empirici e disporre così di un manuale per la formazione per i clinici e rendere così omogenea la pratica agricura nei diversi atelierrealizzati in luoghi e tempi diversi.






Questa scheda  è stata redatta da: Domenico Cravero   in data  01/04/2022

 

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