Lavorare e studiare. Sempre


Cercando di superare la diffusa frammentazione del campo di ricerca psico-pedagogica, con le conseguenti omissioni selettive, il percorso di ricerca Agricura considera la persona come totalità, organismo biopsichico che risponde al contesto relazionale, in cui trae le sue forme vitali, e all’ambiente economico e ecologico, in cui vive.
Viene in questo modo superata la diffusa contrapposizione tra ambiente intrapsichico e sociale (“Prima il dentro, poi il fuori”).
La salute emerge nell’integrazione dei sé corporei e interpersonali. Dedicarsi a qualcosa che va oltre sé dà significato alla vita e genera un senso di benessere.
La ricerca ha iniziato, a porre le basi teoriche e a disegnare il dispositivo di validazione del metodo complessivo che, una volta impostato,
progressivamente e per stralci, ne misuri e verifichi prima l’efficacia clinico-terapeutica e quella pedagogico-educativa.
Nell’impianto della ricerca, di natura complessa, quindi, l’intento teorico s’intreccia metodologicamente, con l’azione sociale, assumendo la piena responsabilità di un dottorato industriale, interessato a fornire le basi scientifiche utili alla progettazione e realizzazione di programmi sociali efficaci e soprattutto a sviluppare ipotesi di lavoro e piani di ricerca da applicare alla pratica terapeutica e sociale.
Le scienze neurocognitive, non senza la loro interconnessione con le scienze linguistiche, sono particolarmente valorizzate in questo momento storico in cui la sofferenza psichica e la salute mentale costituiscono una preoccupazione fondamentale delle società. Le
imprese sociali, infatti, accolgono un disagio sociale crescente e sono alla ricerca di strumenti in grado di contrastare l’emergere di nuove tendenze distruttive, nelle persone più esposte ai problemi evolutivi, con particolare riferimento alla sindrome adolescenziale
e all’infanzia nella famiglia contemporanea.
Nell’approccio clinico oggi dilagante, la società è portata a proiettare nei più fragili e vulnerabili i fantasmi delle sue inquietudini, fino a
immaginare il mondo trasformato in un'immensa clinica dove a ogni difficoltà e problema sono pronti farmaci e terapie. L’intervento è ormai la norma del lavoro sociale.
Questa grande clinica non è necessaria.
Occorre piuttosto portare la società nella clinica. Serve una società giusta.
Questo percorso può attivarsi attraverso l’indipendenza lavorativa (fin dove possibile) e la
presenza culturale.






Questa scheda  è stata redatta da: Domenico Cravero   in data  01/04/2024



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