Abilitare e capacitare


Il percorso riabilitativo non si limita quindi al solo controllo dei disturbi del comportamento. Prevede anche la costante e metodica sollecitazione alla partecipazione attiva nella quotidianità alla vita di relazione, e alla comunicazione, attraverso l’apprendimento di abilità sempre più specifiche nelle diverse aree di sviluppo. La qualità e la cura dell’ambiente relazionale si accompagna così all’abilitazione di parziali autonomie di base.
E' possibile così ottenere un miglioramento delle capacità di adattamento delle persone affette da autismo e quindi a efficaci miglioramenti nelle loro condizioni di vita.
Ricerche controllate hanno portato alla definizione del trattamento oggi ritenuto il più efficace: un sistema integrato di interventi composto da diagnosi precoce, accertamenti e monitoraggi medico-biologici, interventi comportamentali che mirino a sviluppare le abilità personali e sociali, di comunicazione e l'autonomia in stretta collaborazione con la
famiglia.
Il percorso riabilitativo non si limita quindi al solo controllo dei disturbi del comportamento.
Prevede anche la costante e metodica sollecitazione alla partecipazione attiva nella quotidianità alla vita di relazione, e alla comunicazione, attraverso l’apprendimento di abilità sempre più specifiche nelle diverse aree di sviluppo. La qualità e la cura dell’ambiente relazionale si accompagna così all’abilitazione di parziali autonomie di base.
E' possibile così ottenere un miglioramento delle capacità di adattamento delle persone affette da autismo e quindi a efficaci miglioramenti nelle loro condizioni di vita.
Ricerche controllate hanno portato alla definizione del trattamento oggi ritenuto il più efficace: un sistema integrato di interventi composto da diagnosi precoce, accertamenti e monitoraggi medico-biologici, interventi comportamentali che mirino a sviluppare le abilità personali e sociali, di comunicazione e l'autonomia in stretta collaborazione con la
famiglia.
E' necessario avviare una rete sinergica di cura, che dal sostegno pratico e psicologico alla famiglia, si estenda ai servizi predisposti per l'intero ciclo di vita (comunità alloggio, centri diurni, centri estivi) finalizzati all'inserimento sociale, alla formazione professionale e all'avviamento lavorativo.
Questa scelta metodologica richiede una specifica attenzione al singolo, all'ascolto dell'esperienza personale, come momento privilegiato di accoglienza delle individualità.
Nello stesso tempo, è ugualmente utile integrare quelle scoperte con l'apporto del pensiero riflesso della tradizione scientifica. Si converge infine sui problemi dell'etica, dove si pone il problema del senso dei cammini individuali e dei progetti societari, e della loro giustizia.
L’abilitazione non si ferma però alla vita indipendente personale. La capacitazione apre orizzonti più ampi: il progetto di una società giusta.
Nelle società avanzate emerge, infatti, una nuova tipologia di conflitti: tra chi è riconosciuto nel suo personale progetto di vita e chi non lo è, tra chi è “qualcuno” oppure è “nessuno” sulla scena sociale.
Nella società planetaria, che si va formando attraverso saperi e pratiche multiculturali, non si reclamano soltanto criteri di eguaglianza ma anche di riconoscimento delle diversità. Donare la cittadinanza diventa più impegnativo: richiede una governance democratica, in un’economia plurale ma anche sociale e solidale. Il principio ispiratore della sussidiarietà (la reciprocità) sviluppa l’attitudine di vedere riconosciuto, insieme ai diritti di cittadinanza,
anche il proprio personale apporto alla collettività. Non si tratta quindi di rincorrere l'obiettivo di una parità materiale impossibile, ma di avere a disposizione una gamma sufficiente di opportunità appropriate alle diverse capacità.






Questa scheda  è stata redatta da: Domenico Cravero   in data  01/04/2022

 

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